L’andamento dei mercati finanziari nel 2025, più diffusamente descritto qui, ha consentito al comparto di ottenere risultati positivi ma inferiori rispetto a quelli conseguiti dalle altre linee di investimento del Fondo, in coerenza con una politica di impiego delle risorse molto prudenziale e corredata da un’ampissima garanzia di restituzione del capitale.
Nell’anno la quota registra infatti un incremento del 2,23%, leggermente inferiore all’apprezzamento del benchmark di riferimento (2,45%), a fronte di una volatilità del tutto allineata.
Obbligazioni: ritorni positivi in tutte le “asset class”
Rendimenti positivi generalizzati, in evidenza le obbligazioni societarie americane e i titoli di stato italiani a breve-media durata.
Azioni: poche ma performanti
Pur rappresentando una quota molto minoritaria del portafoglio, le azioni hanno dato un buon contributo alla performance, in particolare le azioni di area Euro; inferiore l’apporto delle azioni statunitensi a cambio aperto.
Strategia e diversificazione
La composizione del portafoglio, come detto, si presenta molto cautelativa, con una componente azionaria ben diversificata, ma strutturalmente marginale, e una forte preponderanza di titoli obbligazionari governativi europei a breve-media durata.
Dall’inizio (2007) il rendimento medio annuo è pari all’1,37%, inferiore sia alla rivalutazione del TFR (2,41%), sia al tasso di inflazione (1,74%) dell’analogo periodo.
Avvertenza: si ricorda che i rendimenti passati non sono necessariamente indicativi di quelli futuri. Le performance dei comparti non sono uguali a quelle dei singoli associati. I rendimenti di ciascun socio, infatti, variano in funzione dell’entità e della durata dei versamenti, nonché della permanenza nei diversi comparti di investimento. Ogni aderente nell’area riservata trova il proprio effettivo rendimento espresso in euro e in percentuale.
